Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

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All’età di sei anni Christiane si trasferisce a Berlino nel quartiere di Kreuzberg in Paul-Lincke-Ufer, lungo il canale Landwehr, con la sorella minore e i suoi genitori, intenzionati a migliorare la propria situazione aprendo un’agenzia matrimoniale, idea che in breve tempo non va però a buon fine. Questo fallimento porta la famiglia ad avere problemi economici e a dover prendere casa nel periferico quartiere dormitorio di Gropiusstadt.

La situazione nel quartiere non è delle più rosee, infatti se da fuori sembra un tranquillo quartiere operaio dall’interno si scopre piuttosto degradato e, a causa di una serie infinita di divieti, senza possibilità di svago per i ragazzi. Anche dopo il trasferimento nella nuova casa il padre non riesce a trovare lavoro e sfoga la sua frustrazione con violenze fisiche e verbali nei confronti delle figlie e della moglie. A questo si aggiunge la separazione dei genitori e l’allontanamento della sorella, Annette Felscherinow, di un anno più piccola, che decide di andare a vivere con il padre: Christiane si ritrova a vivere con la madre e con il suo nuovo e giovane compagno Klaus, con il quale Christiane non va d’accordo.

A dodici anni inizia a frequentare il gymnasium unificato di Gropiusstadt, dove rimane colpita da Kessi, una compagna di classe che lei descrive come molto precoce e che non dimostra la sua età. Diventa amica di lei ed entrambe iniziano a frequentare regolarmente la “Haus der Mitte”, una struttura giovanile gestita dalla chiesa protestante, dove Christiane, provando l’hashish, inizia la sua esperienza con le droghe. Prende così a fumarlo regolarmente con il suo nuovo gruppo di amici per poi passare nel giro di poco tempo al consumo di alcolici e in seguito all’utilizzo di droghe sintetiche (Mandrax, LSD, efedrina) e di psicofarmaci (diazepam).

Sempre insieme a Kessi trascura la scuola e inizia a frequentare di nascosto la discoteca Sound nei fine settimana, mentendo sistematicamente a sua madre, dove incontra nuovi amici e si innamora di un ragazzo di nome Detlef. Quando l’eroina diventa di uso comune all’interno del locale, Detlef la prova, trovando inizialmente l’opposizione di Christiane, la quale comunque, un mese prima del suo quattordicesimo compleanno, la assume per la prima volta, tramite inalazione, dopo aver preso parte al concerto di David Bowie del 10 aprile 1976 alla Deutschlandhalle.

Da quel momento Christiane inizia ad inalare regolarmente eroina e a commettere piccoli crimini per ottenere il denaro necessario ad acquistare la dose, fino ad arrivare, nell’estate dello stesso anno, nei bagni pubblici della Bülowstraße, a “farsi il suo primo buco”. Inizia così una doppia vita (tutte le mattine Christiane frequenta normalmente la scuola e passa i pomeriggi a procurarsi l’eroina alla stazione dello zoo a Charlottenburg) fino ad arrivare a contrarre un’epatite durante una gita scolastica e per la quale viene ricoverata in ospedale. Quando esce dall’ospedale scopre che Detlef si prostituisce alla stazione dello zoo, inizia così a fargli visita regolarmente per portargli del cibo. Sempre più spesso Christiane si trova a dormire a casa di Axel e Detlef, in un appartamento da lei stessa descritto come puzzolente e sporco, in cui tutti sono accomunati dall’uso di eroina.

A partire dal dicembre 1976 Christiane e Detlef iniziano a soffrire di crisi di astinenza, a causa delle quali si trovano obbligati a bucarsi più volte al giorno. L’approvvigionamento di eroina diventa così un bisogno costante, reso più difficile dalla necessità di quantità sempre maggiori. In seguito a una crisi di astinenza di Detlef, Christiane si prostituisce per la prima volta: venne infatti avvicinata per strada da un uomo in macchina che la pagò moltissimo per farsi masturbare. Christiane inizia così a prostituirsi sempre più spesso, trova anche dei clienti regolari, andando occasionalmente in coppia con Detlef, con la promessa che nessuno avrebbe avuto rapporti sessuali completi con i clienti. Con Babsi e Stella, due amiche del “periodo del Sound”, inizia a scambiarsi i clienti e nel frattempo l’atmosfera fra le tre peggiora a causa della loro dipendenza che le porta a interessarsi solo al buco successivo.

All’inizio del 1977 la madre di Christiane si accorge finalmente della sua dipendenza a causa di un malore avuto in seguito ad un’iniezione nel bagno di casa, con il suo sostegno Christiane e Detlef iniziano la prima di una lunga serie di disintossicazioni. Dopo aver completato la disintossicazione tornano per abitudine dai loro amici alla stazione dello zoo dove iniziano nuovamente ad iniettarsi eroina, riescono a stare lontani dal giro della droga per poco, ed in breve tempo tornano dipendenti e ricominciano a prostituirsi. Il 7 aprile 1977 muore Atze, il suo primo ragazzo, a causa di un’overdose. In seguito all’arresto di Christiane ed alla segnalazione come tossicodipendente, sua madre inizia a controllarle regolarmente le braccia, viene infine mandata da sua nonna per stare lontana da Berlino e disintossicarsi, riuscendoci. Al suo ritorno a Berlino scopre che un altro suo amico, Axel, è morto di overdose, rimanendo profondamente turbata, riprende a bucarsi.

Volendo tentare una nuova disintossicazione, il servizio di consulenza sulle droghe le consiglia diverse cliniche, che però non accettano tossicodipendenti così giovani o hanno attese molto lunghe. Si rivolge quindi a un centro per il trattamento delle dipendenze della Narconon International (diretta emanazione della Chiesa di Scientology) dove completa la cura ma dal quale fugge diverse volte per comprare l’eroina. Pur ricavandone un temporaneo beneficio da tale tipo di terapia, Christiane con la sua famiglia si renderanno presto conto del carattere estorsivo e puramente speculativo di questa organizzazione. Alla fine suo padre la porta via per cercare di farla disintossicare definitivamente, le impone orari e lavori da fare in casa, ma nonostante ciò riesce a frequentare il giro di spaccio locale nelle poche ore libere, dal quale ricava delle piccole quantità da inalare.

Nel frattempo, Detlef viene arrestato per aver derubato un cliente. Christiane si rende conto di essere nuovamente dipendente e le piccole quantità fornite gratuitamente che fino ad ora riusciva a procurarsi non le sono più sufficienti, per potersi bucare ricomincia a frequentare la “Bahnhof zoo” dove incontra un cliente abituale di Babsi e Stella col quale ha rapporti sessuali. I due si frequentano regolarmente e Christiane viene a sapere che Stella è in prigione e Babsi è in riabilitazione alla Narconon International. Babsi viene poi ricoverata per un’epatite in ospedale, dal quale tuttavia riesce a fuggire: dopo poco è sul giornale come la più giovane morte per droga della Germania (decesso avvenuto il 19 luglio 1977). Quando il padre di Christiane si accorge degli incontri con il cliente la rinchiude in casa per tentare una nuova disintossicazione, ma nonostante ciò continua a ricevere eroina dal cliente stesso, riuscendo infine a scappare, salvo tornare dopo poco per convincere il padre a far uscire Stella di prigione per tentare una disintossicazione insieme. In verità, però, le due continuano a iniettarsi eroina ed a prostituirsi per finanziare la loro dipendenza.

Fisicamente e mentalmente distrutta, Christiane finalmente va volontariamente alla clinica psichiatrica Karl Bonhoeffer per essere curata, dove però viene trattata come una paziente mentalmente instabile, non trova quindi le cure di cui ha bisogno e prova a fuggire senza successo. L’occasione si presenta con un’infezione fungina, a seguito della quale viene portata in ospedale e scappa. Viene nuovamente ricoverata a causa di un’epatite ed anche stavolta fugge dall’ospedale. A causa di questa ennesima fuga sia le autorità sia la madre perdono la speranza di disintossicarla e rinunciano. Sentendosi abbandonata e sola decide di suicidarsi con un’overdose (il buco finale) alla quale riesce miracolosamente a sopravvivere, una volta ripresasi lei e Detlef vanno a vivere con un cliente ed entrambi cercano di finanziare la loro dipendenza con lo spaccio di droga.

A seguito di un nuovo arresto, prima del quale Christiane era stata segnalata come scomparsa, viene riportata a casa e, nel novembre del 1977, viene forzatamente trasferita dalla madre in un paesino della campagna del Schleswig-Holstein vicino ad Amburgo ospite della zia e della nonna. Il trasferimento all’inizio è difficile, viene anche esclusa dall’istituto tecnico a causa dei suoi precedenti ma riesce comunque a frequentare con buoni risultati un istituto professionale. La lontananza dalle tentazioni di Berlino ed il contatto con un ambiente sociale più semplice riescono finalmente a farla uscire dalla dipendenza dall’eroina.