
Il signore degli anelli- Il ritorno del re
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Libro V & VI
Libro V
Gandalf e Pipino arrivano a Minas Tirith per avvisare il sovrintendente Denethor dell’imminente attacco, mentre Théoden raduna le armate di Rohan per cavalcare anch’egli alla volta della capitale del regno di Gondor. Intanto, Denethor invia il figlio Faramir a Osgiliath, l’antica capitale di Gondor, per tentare di riconquistarla, ma questi rimane ferito in modo apparentemente mortale durante la ritirata: comincia cosi l’assedio di Minas Tirith, che culmina con la distruzione del cancello da parte del Re stregone di Angmar. Denethor, disperato per l’apparente morte di Faramir, decide di suicidarsi bruciandosi vivo insieme al figlio, che però viene salvato all’ultimo momento da Gandalf e Pipino.
Nel frattempo, i Rohirrim arrivano sui Campi del Pelennor. Éowyn, la sorella di Éomer, giunta in incognito sul campo di battaglia insieme a Merry, riesce ad uccidere il Re stregone di Angmar con l’aiuto dello hobbit, anche se poi rimangono entrambi feriti. Théoden, invece, muore schiacciato dal proprio cavallo Nevecrino, che era stato trafitto a morte da una freccia scagliata dagli Haradrim. Quando si vedono arrivare le navi dei corsari di Umbar, alleati di Sauron, la sconfitta sembra imminente, ma a sorpresa dalle navi scendono Aragorn, Legolas, Gimli, i gemelli Elladan e Elrohir, la Grigia Compagnia dei Dúnedain e i soldati dei feudi meridionali di Gondor: la battaglia termina dunque a favore delle forze del bene. In precedenza, dopo essere stati raggiunti a Rohan dai Dúnedain e dai figli di Elrond, Aragorn, Legolas e Gimli avevano intrapreso i Sentieri dei Morti, ed erano riusciti a convincere l’esercito di morti, che in passato aveva tradito Isildur ed era per questo condannato a non trovare pace fino all’adempimento della promessa fatta ad Isildur, a scendere in guerra contro Mordor: una volta sconfitti i corsari di Umbar presso Pelargir, l’esercito dei morti ha potuto finalmente trovare pace, e Aragorn si è potuto impadronire delle navi dei corsari. Dopo la vittoria Aragorn, ormai rivelatosi come il legittimo re, si reca nelle Case di Guarigione, dove cura Faramir, Éowyn e Merry.
Dal momento che l’Anello non è stato ancora distrutto, Aragorn, Éomer e Gandalf decidono di muoversi verso i Cancelli del Morannon con la speranza di distrarre le forze del Nemico e di aprire la strada a Frodo verso il Monte Fato. Una volta arrivati al Cancello Nero, però, fuoriesce un esercito di orchi infinitamente soverchiante dal punto di vista numerico: per gli assedianti si prospetta quindi una disfatta, ma Pipino, analogamente a Bilbo quasi 80 anni prima durante la battaglia dei cinque eserciti, prima di perdere i sensi a causa della carcassa di un troll piombatagli addosso vede arrivare sul campo di battaglia le aquile.
Libro VI
Con l’aiuto di Sam, Frodo riesce a liberarsi dagli orchi e a scappare dalla torre di Cirith Ungol. Una volta che Frodo è giunto all’interno della voragine del Monte Fato, la sua volontà è però totalmente annichilita dal potere dell’Anello, pertanto lo reclama per sé e se lo infila al dito. A questo punto, all’improvviso riappare Gollum, che attacca Frodo e riesce a sottrargli l’Anello staccandogli il dito con un morso ma, mettendo un piede in fallo mentre festeggia la riconquista del suo tesoro, cade nella lava, facendo involontariamente in modo che l’Anello fosse distrutto: il 25 marzo 3019 Sauron viene quindi definitivamente sconfitto.
In seguito, a Minas Tirith Aragorn viene incoronato re del Regno Riunito di Arnor e Gondor e sposa Arwen, figlia di Elrond, la quale rinuncia all’immortalità, condividendo così la scelta della dama elfica Lúthien, che nella Prima Era scelse di divenire mortale per amore dell’umano Beren. Anche Faramir ed Éowyn, che si erano innamorati nelle Case di Guarigione, annunciano il loro matrimonio, mentre Éomer sale al trono di Rohan.
Frodo, Sam, Merry e Pipino tornano nella Contea per trovarla distrutta e asservita agli uomini di un certo Sharkey, ma riescono a convincere gli altri hobbit a ribellarsi: viene quindi combattuta la battaglia di Lungacque, che termina con la vittoria degli hobbit. Dopo la battaglia, gli hobbit si recano a Casa Baggins per regolare i conti con Sharkey, che in realtà si rivela essere Saruman. Nonostante lo stregone non mostri alcun segno di pentimento, egli viene risparmiato da Frodo, ma il suo servo Grima Vermilinguo, stanco di tutti i soprusi subiti, lo pugnala a morte, per poi essere però ucciso da alcune frecce scagliate dagli hobbit.
Dopo la fine della guerra, Sam utilizza il dono che gli aveva fatto Galadriel per far rifiorire la Contea e sposa l’amata Rosa, mentre Frodo, ferito nel corpo e nello spirito a causa del lungo possesso dell’Anello, nel settembre del 3021 decide di salpare dai Porti Grigi per raggiungere il reame di Valinor insieme a Bilbo, che nel frattempo ha compiuto 131 anni divenendo lo hobbit più longevo di sempre, a Gandalf, a Elrond e a Galadriel, i quali si rivelano essere i portatori dei Tre Anelli elfici, che sono sempre rimasti celati a Sauron.








