Il signore degli anelli- Le due torri

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Libro III & IV

Libro III

Un gruppo di Uruk-hai inviato da Saruman raggiunge Amon Hen e attacca alcuni membri della Compagnia. Boromir cerca di proteggere Merry e Pipino, ma viene colpito da diverse frecce e i due hobbit vengono rapiti. Prima di morire, Boromir confessa ad Aragorn che ha tentato di prendere l’Anello a Frodo. Dopo aver caricato il corpo di Boromir su una delle tre barche, Aragorn, Legolas e Gimli si lanciano all’inseguimento dei due hobbit rapiti attraverso le pianure di Rohan: essi seguono le tracce degli Uruk-hai, che nel frattempo hanno costretto un contingente di orchi di Mordor ad accompagnarli dopo averne uccisi alcuni, e arrivano ai margini della foresta di Fangorn. Qui, gli orchi vengono uccisi da un’orda di Rohirrim guidata da Éomer, il nipote del re di Rohan Théoden, che in seguito incontra i tre cacciatori, a cui non dà molta speranza sul fatto che Merry e Pipino siano ancora vivi. Dopo che Aragorn, Legolas e Gimli sono penetrati nella foresta di Fangorn seguendo le tracce di Merry e Pipino, che nel frattempo hanno fatto la conoscenza dell’Ent Barbalbero, trovano un redivivo Gandalf.

Lo stregone spiega ai tre cacciatori che, dopo aver ucciso il Balrog, è morto anche lui, ma è stato nuovamente inviato sulla Terra di Mezzo per terminare la sua missione. Gandalf inizialmente era stato scambiato per Saruman perché indossa delle vesti bianche, ma egli chiarisce ai tre compagni il fatto che ora è divenuto il capo del Bianco Consiglio al posto dello stregone traditore. Dopo aver tranquillizzato i tre cacciatori sulla sorte di Merry e Pipino, tutti insieme si recano nella capitale del regno di Rohan, Edoras. Qui liberano il re Théoden dall’influenza maligna di Grima Vermilinguo, spia di Saruman. Théoden raduna le sue forze e decide di cavalcare con i suoi uomini verso l’antica fortezza del Fosso di Helm, mentre Gandalf si allontana misteriosamente.

Intanto, Barbalbero convoca i suoi simili in una riunione, l’Entaconsulta, al termine della quale gli Ent decidono di marciare su Isengard, la fortezza di Saruman, e la conquistano, intrappolando lo stregone all’interno della torre di Orthanc. Gandalf, giunto durante la battaglia, convince Barbalbero a inviare un esercito di Ucorni per aiutare Théoden nell’assedio del Fosso di Helm. Lo stregone raggiunge quindi la fortezza assieme ad una divisione di Rohirrim giusto in tempo per salvarla dalle armate di Saruman, che vengono infine sterminate dagli Ucorni. Gandalf torna quindi ad Isengard insieme ai suoi compagni, a Théoden e alla scorta reale, e tutti vengono accolti trionfalmente da Merry e Pipino. Qui, Gandalf tenta di convincere Saruman a redimersi, ma questi rifiuta l’offerta, pertanto Gandalf lo priva del suo rango e di gran parte dei suoi poteri. Poco dopo, Pipino guarda in un Palantír, cioè una pietra che Saruman utilizzava per comunicare con Sauron e che in precedenza era stata lanciata da Grima Vermilinguo per uccidere Gandalf. Sauron offre involontariamente a Pipino uno sguardo sulla città che ha intenzione di attaccare nella sua prossima guerra di conquista, cioè Minas Tirith. Per avvertire il sovrintendente di Gondor dell’imminente pericolo, Gandalf si reca a Minas Tirith con Pipino in groppa al suo cavallo Ombromanto.


Libro IV

Nel frattempo, Frodo e Sam continuano il loro viaggio verso Mordor. Mentre vagano negli Emyn Muil, riescono a catturare Gollum, il quale li stava seguendo fin da Moria in cerca del suo vecchio Anello, e gli fanno giurare di aiutarli nella missione. Sam avrebbe voluto uccidere Gollum, ma Frodo, così come Bilbo circa 80 anni prima, prova pietà per lui e decide di risparmiarlo.

La creatura, dopo aver attraversato le Paludi Morte, conduce i due hobbit fino ai Cancelli del Morannon, che però risultano ben protetti e impossibili da superare. Gollum consiglia ai due hobbit di intraprendere una strada nascosta lungo le montagne, che porta al valico di Cirith Ungol. Nei boschi dell’Ithilien, i tre si imbattono in un gruppo di raminghi comandati da Faramir, fratello minore di Boromir, che presidiano i confini di Gondor per assottigliare le file del Nemico. Faramir, a differenza del suo fratello maggiore, comprende la pericolosità dell’Anello e permette a Frodo e Sam di proseguire la missione, anche se diffida di Gollum, che viene comunque graziato dalla pena di morte per aver nuotato nello stagno proibito di Henneth Annûn.

Una volta arrivati a Minas Morgul, Frodo e Sam vedono partire gli eserciti di Mordor in guerra contro Minas Tirith. Raggiunto il valico di Cirith Ungol, all’interno del quale i due hobbit devono servirsi della fiala che Galadriel aveva in precedenza donato a Frodo, scoprono che Gollum li ha traditi: qui, infatti, abita il malvagio ragno Shelob, che colpisce Frodo con il suo pungiglione immobilizzandolo. Sam riesce infine ad avere la meglio prima su Gollum poi sul ragno, ma pensando che Frodo fosse morto gli prende l’Anello e decide di portare al termine la missione da solo. Dalla vicina torre di Cirith Ungol arrivano alcuni orchi che, trovato Frodo, lo fanno prigioniero. Sam, infilatosi l’Anello, capisce dai dialoghi tra gli orchi che Frodo è ancora vivo, pertanto li insegue fino all’esterno della fortezza.