Ubik

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Io sono vivo, voi siete morti»

(Philip Dick, Ubik)
«Io sono Ubik. Prima che l’universo fosse, io ero. Ho creato i soli. Ho creato i mondi. Ho creato le forme di vita e i luoghi che esse abitano; io le muovo nel luogo che più mi aggrada. Vanno dove dico io, fanno ciò che io comando. Io sono il verbo e il mio nome non è mai pronunciato, il nome che nessuno conosce. Mi chiamo Ubik, ma non è il mio nome. Io sono e sarò in eterno»

(Philip Dick, Ubik)
Nel futuro, lo spionaggio commerciale è diventato una guerra combattuta con tutte le armi: anche con i poteri psionici (o poteri psi). Telepati, telecinetici, ecc. si sforzano di carpire i segreti delle grandi aziende multinazionali. Per ogni offesa si studia una difesa, e per neutralizzare le spie dotate di poteri paranormali si attivano agenzie di neutralizzazione. Una di queste è diretta dall’uomo d’affari Glen Runciter, e per lui lavora il protagonista del romanzo, Joe Chip, un tecnico che intrattiene con Runciter un rapporto di amicizia, non solo di lavoro.

Runciter è anche aiutato dalla moglie Ella, deceduta da tempo, ma tenuta in un moratorium, un centro a pagamento in cui i defunti non completamente morti vengono tenuti in una sorta di animazione sospesa (la cosiddetta semi-vita) dalla quale – attraverso particolari apparecchiature – possono essere messi in comunicazione coi loro cari, consumando a ogni contatto il poco di vita che ancora resta loro. Ogni tanto Runciter si reca a comunicare con la moglie e a chiederne il consiglio, anche se entrare in contatto col cervello della defunta risulta sempre più difficile.

Runciter e Chip, più una pattuglia di inerziali (individui dotati di capacità dette anti-talenti, in grado di neutralizzare i poteri psi) si trovano a doversi recare sulla Luna per affari, e scoprono troppo tardi di essere stati attirati in un’imboscata, un’esplosione con la quale Hollis, il proprietario della più importante agenzia di spie psi, intende eliminare il suo più grande avversario. Dopo l’esplosione l’unico morto risulta essere Runciter, e Chip con gli inerziali organizza il contrattacco.

Ma presto accade qualcosa di strano; gli oggetti regrediscono: i videotelefoni si trasformano in vecchi telefoni in bachelite, i moderni razzi diventano aerei a elica, le automobili tornano agli anni trenta. Tutto ritorna a un tempo precedente, e una serie di enigmatiche tracce e indizi conducono verso la città di Des Moines. Ed è lì che Joe Chip e la sua squadra di inerziali dovranno portarsi tra episodi surreali e grotteschi, in un mondo pervaso da una misteriosa e paurosa pulsione di morte.

Uno ad uno i membri della squadra cominciano a perire in modi atroci e inspiegabili, e Chip comincia a chiedersi se ci sia qualcosa che non funziona nel suo mondo. Quando poi nei bagni iniziano a comparire messaggi di Runciter, Chip si rende conto di essere morto, e di trovarsi, come gli altri membri della squadra, in un moratorium, in animazione sospesa.

Ma Chip non si lascia prendere dallo scoraggiamento per la devastante notizia: in realtà la faccenda è ancor più complicata, e il romanzo continua con una serie di colpi di scena sempre più folli, in un crescendo di suspense e di terrore genuinamente metafisico.