Mediterranei

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Anno

2017.06

Dedicato alla geopolitica del Mar Mediterraneo, specchio della disunione europea, canale dei migranti e snodo commerciale internazionale.

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Il mare non bagna l’Italia

  • PERCHÉ I MIGRANTI ARRIVANO SEMPRE IN ITALIA?
    Gli sbarchi nel nostro paese sono aumentati perché non abbiamo una strategia nazionale, quindi siamo affidati alle scelte altrui. Paghiamo il prezzo della liquidazione della Libia: pacta sunt servanda anche con i dittatori, come insegna Merkel.
    di Adstans
  • L’INDUSTRIA LIBICA DELLE MIGRAZIONI
    Dal 2011 la Libia è terra franca per trafficanti che hanno sostituito i passeurs tradizionali, organizzando il business migratorio insieme alle mafie regionali. La geografia dei traffici. Il ruolo delle milizie. L’autolesionismo dell’Europa.
    di Nancy Porsia
  • LA ‘GUERRA AI MIGRANTI’ GENERA MOSTRI. IL CASO DEL NIGER
    Pur di sbarrare la strada a chi fugge dall’Africa i governi europei sono pronti a coprire ogni corruzione e a promuovere i dittatori. Lo dimostra la svolta autoritaria del presidente Issoufou. Intanto i traffici proseguono. Lo scandalo dell’uranio di Areva.
    di Luca Raineri
  • LA LIBIA RESTA UN CAMPO DI BATTAGLIA
    I governi rivali di Tripoli e Tobruk continuano a disputarsi il tesoro di Gheddafi, sostenuti dai rispettivi sponsor esterni. Petrolio, Banca centrale e fondo sovrano le poste in palio. Il pasticcio dell’Onu. Intanto l’economia affonda.
    di Leonardo Bellodi
  • SE L’ITALIA DIVENTA STATO CUSCINETTO
    Dopo la quasi totale chiusura della rotta balcanica, il nostro paese è diventato obiettivo di gran parte dei migranti che traversano il Canale di Sicilia. Le partenze dalla Libia non si fermano, mentre i morti in mare aumentano. Roma dovrà agire da sola?
    di Ferruccio Pastore
  • LA STORIA NON DETTA DEL PIANO RENZI PER L’AFRICA
    A fine 2016 il governo italiano era in procinto di presentare a Bruxelles una proposta per depotenziare la rotta centrafricana, puntando sui porti della Tunisia per accogliervi i migranti. Berlino era d’accordo. Ma poi è arrivato il referendum.
    di Fabrizio Maronta
  • NON SPARATE SUI SOCCORRITORI
    La crescente presenza delle ong in mare è frutto della latitanza europea e del caos libico, che favorisce le strategie di adattamento dei trafficanti. Criminalizzare le organizzazioni umanitarie ha del surreale, come attestano i numeri. L’esperienza di Msf.
    di Marco Bertotto
  • L’ALTRA FACCIA DEI FILANTROPI
    I verbali dell’audizione Zuccaro sul ruolo di alcune ong nel Canale di Sicilia schiudono interrogativi cruciali. Chi finanzia il Moas dei coniugi Catrambone? Che ruolo ha Malta? Esistono complicità con le autorità libiche? Intanto la demografia fa il gioco delle mafie.
    di Piero Messina
  • CHIESA E MIGRANTI, IL PRAGMATISMO PAGA
    L’accoglienza e l’integrazione praticate dalla rete ecclesiale cozzano con la crescente insofferenza di società e politica italiane verso i migranti. I soggetti coinvolti. Le iniziative in corso. Con l’eccezione della Lega nessuno protesta, perché l’aiuto vaticano è prezioso.
    di Gianni Valente
  • L’ITALIA DEVE FARSI POTENZA MARITTIMA
    Nel Mediterraneo allargato si deciderà la centralità commerciale della Penisola. Eppure, il paese stenta a concepire il bacino in modo strategico. La concorrenza dei porti europei. La sfida della pirateria e delle migrazioni. Un patto del mare per non finire ai margini.
    di Luca Sisto e Matteo Pellizzari
  • LA MARINA PROVA A TORNARE GRANDE
    Il rinnovamento della nostra flotta militare dovrebbe riportarci al terzo posto fra le Marine europee. Ma l’area strategica prioritaria si restringe, mentre cresce l’influenza dell’Esercito in ambito Difesa. Uno strano vuoto al largo del Corno d’Africa.
    di Alberto de Sanctis
  • La gerarchia delle flotte militari nel Mediterraneo
    Appendice dell’articolo “La Marina prova a tornare grande“
    a cura di Alberto de Sanctis
  • L’ITALIA, POTENZA MARITTIMA CHE IGNORA SE STESSA
    Il paradosso della nostra penisola, al centro del Mediterraneo ma senza una strategia che ne consegua. Quanto vale l’‘economia blu’. Due priorità: lo status giuridico del Mare nostrum e un centro nazionale di coordinamento strategico.
    di Riccardo Rigillo
  • SE NON NOSTRUM, DI CHI?
    La distrazione strategica americana ha riaperto i giochi per il controllo del Mediterraneo. Il ritorno della Russia. La scommessa commerciale cinese. La nuova partita energetica del Levante. Sulle migrazioni l’Italia si sta giocando la sovranità.
    di Giuseppe Cucchi
  • RIPARTIRE DAI PORTI
    L’attesa riforma della normativa italiana sui porti colma un ritardo ormai insostenibile e ridisegna il settore all’insegna di razionalizzazione ed efficienza. Le novità della legge.
    Le sinergie con l’Europa. La Cina è un treno da non perdere.
    di Enrico Maria Pujia
  • IL PLACIDO MEDITERRANEO DEGLI AMERICANI
    Il Mare nostrum è oggi secondario nella strategia degli Usa. Centrale è solo il controllo dei colli di bottiglia che ne garantiscono l’accessibilità. La memoria delle guerre barbaresche d’inizio Ottocento è viva quale battesimo della potenza navale dell’impero.
    di Dario Fabbri
  • LE ANCORE DELLA CINA NEL MARE NOSTRUM
    Gli investimenti cinesi nei porti mediterranei scorrono lungo la rotta marittima delle nuove vie della seta. Il Pireo è il perno, il Canale di Suez il collo di bottiglia. Gibuti come trampolino militare. Trieste e Genova, le mete promesse.
    di Giorgio Cuscito
  • LA TURCHIA SENZA MARE NEL MIRINO AMERICANO
    Ankara si sta convincendo che gli Stati Uniti vogliono smembrarne il territorio per impiantarvi un Grande Kurdistan al loro servizio. Di qui anche il riavvicinamento a Mosca, ma da junior partner nel Mar Nero. Se Erdoğan annette Cipro Nord. Le partite dell’Egeo.
    di Daniele Santoro
  • ISRAELE SI SCOPRE MARITTIMO
    Lo Stato ebraico ha trascurato per decenni la sua dimensione mediterranea, da cui pure dipende la quasi totalità dei suoi commerci. Ora Gerusalemme studia una strategia per proiettare la sua potenza sull’acqua, anche per proteggere i giacimenti gasieri.
    di Luca Mainoldi
  • LA PARTITA DEL GAS NEL MEDITERRANEO ORIENTALE
    I nuovi giacimenti offshore nel Levante aprono scenari inediti. L’Europa è il naturale mercato di sbocco. Per Israele e Cipro si aprono tre opzioni, tra cui l’esportazione diretta in Italia via gasdotto. L’importanza di Zohr.
    di Giampaolo Cantini e Michelangelo Celozzi
  • COSÌ MOSCA È TORNATA MEDITERRANEA
    Attratta dai vuoti di potenza prodotti dal crescente disimpegno americano, dopo la crisi ucraina la Russia riscopre l’importanza della sua proiezione nelle acque calde. Ragioni e metodi della penetrazione in Siria. L’intesa con l’Egitto e l’influenza in Libia.
    di Mauro De Bonis, Pietro Figuera
  • IL DESTINO DELLA FRANCIA SI GIOCA NEL MAGHREB
    Il rilancio francese nel Mediterraneo deve avere la stessa priorità per Macron del rilancio dell’Europa. Ma Parigi non può ballare da sola e ha bisogno di Algeria, Marocco e Tunisia per cogestire le pressioni demografiche. I lasciti del colonialismo.
    di Olivier Kempf
  • PARIGI E IL MARE DI LACRIME
    Confusa dalla scomoda eredità del colonialismo, Parigi ignora il Mare nostrum e il proprio status di grande potenza marittima. Ma la destabilizzazione del Nordafrica si ripercuote sull’ordine pubblico in patria. Diplomazia e un vero porto per tornare a contare.
    di Jean-Baptiste Noé
  • PASSATA LA SBORNIA EUROPEA, MADRID TORNA ALLA REALTÀ
    Dopo due decenni spesi a inseguire la chimera di una geopolitica dell’Ue sul Mediterraneo, la Spagna si concentra sull’essenziale: il Maghreb. Le tappe del fallimento comunitario. Le ragioni del ripiego. Il paese fatica a elaborare una strategia regionale.
    di Antonio Marquina Barrio
  • IL SOGNO TEDESCO DELLA ‘POTENZA DI PACE’ SI È INFRANTO SULLA SPONDA SUD
    La Germania ha a lungo puntato sull’integrazione politico-commerciale e sulla democratizzazione dei paesi nordafricani. Terrorismo, rivolte arabe e inconsistenza europea hanno sabotato i buoni propositi. Oggi a Berlino domina la Realpolitik.
    di Annette Jünemann