
Bruxelles il fantasma dell’Europa
Informazioni aggiuntive
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2016.03
Dedicato alle radici profonde del jihadismo europeo e alle crisi parallele nel Vecchio Continente.
https://www.limesonline.com/sommari-rivista/bruxelles-il-fantasma-delleuropa
La sindrome di Tocqueville
- BRUXELLES A UN PASSO DAL BARATRO
Contesa tra fiamminghi e valloni, minata dal conflitto fra comunità straniere, la capitale belga è teatro di scontri identitari e rifugio per terroristi. La conquista francofona del centro, mentre i neerlandofoni si attestano nei sobborghi strategici.
di Dario Fabbri - BRICIOLE DI BELGIO
Frammentazione degli apparati di sicurezza e del sistema giudiziario, incomunicabilità fra strutture dello Stato: le cause profonde della strage di Bruxelles. Molenbeek e le strategie multicultural-clienteliste del sindaco Moureaux. Le risposte possibili.
di Roberto Dagnino - ‘I nostri errori nell’autoinflitta guerra al terrorismo’
Conversazione con Olivier ROY, esperto di mondo islamico e presidente del Robert Schuman Centre for Advanced Studies all’European University Institute.
a cura di Federico Petroni, Lucio Caracciolo - IL VENTRE MOLLE D’EUROPA
Gli attacchi di Bruxelles non sono una sfida all’Ue, ma il tragico ripiego di una cellula braccata e non neutralizzata. Le ragioni del deficit d’intelligence. La geografia dell’islam belga. Xenofobi ed euroscettici ringraziano.
di Jan De Volder - L’OLANDA NON È IL BELGIO MA GLI ASSOMIGLIA TROPPO
Tagli (poi rientrati) ai servizi e una scriteriata riforma della polizia. Amsterdam, al pari di Bruxelles, oscilla tra inefficienza e derive securitarie. I buchi neri à la Molenbeek per ora non ci sono. Lo scambio di informazioni come antidoto al Grande fratello.
di Teun Van Dongen - Appunti sulle idiosincrasie della Francia
di Keith Botsford - ISLAMICO, MA PUR SEMPRE STATO
Documenti e testimonianze svelano il volto ‘normale’ dell’Is, che ha creato una burocrazia ammantata di islam, ma di stampo occidentale. La pressione bellica crea dissidi al vertice e malcontento popolare, ma eppure finora a Raqqa il ‘califfato’ non ha rivali.
di Costanza Spocci - COME LO STATO ISLAMICO È PENETRATO IN LIBIA
Dalla nascita alla conquista di Sirte, le tappe dell’espansione del ‘califfato’ nell’ex terra di Gheddafi. Quali forze appoggiano l’Is libico e quali lo combattono. Le dispute fra qaidisti e seguaci di al-Baġdādī. Strumenti e metodi di propaganda.
di Bernard E. Selwan El Khoury - BIN QARDĀN, IL VENTRE MOLLE DELLA TUNISIA
La cittadina nelle mire dell’Is, prossima alla Libia, è crocevia di traffici e patria di jihadisti. Decenni di esclusione da parte delle élite costiere hanno reso il Sud e l’entroterra tunisini una polveriera sociale. Ora forse a Tunisi qualcosa si muove. Ma il caos libico incombe.
di Riccardo Fabiani - IL PAZIENTE LIBICO È MORTO (PER L’OCCIDENTE)
Usa ed europei hanno perso la speranza di guarire la Libia e puntano a non farsi infettare dalle sue malattie, califfo e migranti su tutte. L’Italia non s’illuda di avere cooperazione da altri partner, al-Sīsī in testa. Il mito delle tribù. La mappa delle alleanze locali.
di Mattia Toaldo - MIGRANTI, MINOR RISULTATO COL MASSIMO SFORZO
Il Vecchio Continente nasconde il problema sotto il tappeto turco. I punti critici del patto con Ankara e la caduta di fiducia degli europei per Ue e Schengen. L’Italia si prepari a nuovi e consistenti sbarchi. Addio leadership tedesca?
di Fabrizio Maronta - AD ANKARA PIACE L’EUROPA À LA CARTE
L’accordo sui migranti vendica anni di umiliazioni da parte di Bruxelles e dà smalto a Erdoğan. Passata la sbornia europeista, la Turchia punta sulle partnership bilaterali, specie con la Germania, e gioca le sue carte in Medio Oriente e nel Caucaso.
di Daniele Santoro - NIENTE DI BUONO SUL FRONTE ORIENTALE
L’effetto domino che ha portato Scandinavia, Centro Europa e Balcani a mettere in mora Schengen rischia di sabotare l’Ue, resuscitando l’instabilità balcanica. Le agende nazionali. Il ruolo di Berlino e Bruxelles. La necessità di una gestione europea.
di Nadan Petrovic - DEMOGRAFIA È DESTINO
Le proiezioni danno la popolazione europea in declino, ma in modo difforme. Più colpiti saranno i paesi grandi e con poco sostegno alla natalità, come l’Italia. Gli effetti sociali ed economici. I rischi geopolitici. L’immigrazione come antidoto alla senescenza.
di Massimo Livi Bacci - DRAGHI, L’EURO E IL FUTURO DEL WHATEVER IT TAKES
L’assenza di politiche espansive spunta le armi monetarie della Bce, mettendo a repentaglio l’esistenza della moneta unica in caso di nuove crisi. Gli armamentari ‘non convenzionali’ delle banche centrali. Il coniglio dal cilindro si chiama moneta fiscale.
di Brunello Rosa - CRESCERE SENZA DEBITO: IDEE PER UNA MONETA FISCALE
Da simbolo di unità e prosperità l’euro è mutato in fattore di divisione e crisi socioeconomica permanente. Riformarlo è difficile, uscirne esiziale, scioglierlo impossibile. La soluzione: certificati di credito fiscale, per tornare a crescere con le nostre forze.
a cura di Biagio Bossone, Marco Cattaneo, Massimo Costa Enrico Grazzini, Stefano Sylos Labini - MERKEL CONTRO MERKEL
Spinta da un imperativo politico e morale, la cancelliera ha accolto i rifugiati a braccia aperte. La decisione, non priva di calcolo, si è rivelata un boomerang. La destra xenofoba, da Pegida a AfD, spopola. L’Est si ribella. E l’Europa è di nuovo appesa a un filo.
di Ulrike Guérot - LA GERMANIA UNITA DIVIDE L’EUROPA
Nell’Ue esistono uno spazio dell’euro, diviso fra debitori mediterranei e creditori afferenti alla sfera geoeconomica di Berlino, e diversi spazi geopolitici. Il loro intreccio genera instabilità. Nell’ordoliberalismo c’è tutta la storia tedesca. Le conseguenze della guerra globale.
di Carlo Galli - LE FONTI DELLA CONDOTTA UNGHERESE
Viktor Orbán non è una meteora, ma il prodotto di una storia plurisecolare e travagliata che fa dell’Ungheria un unicum europeo. L’eredità della monarchia, delle due guerre e del periodo socialista. Sui rifugiati il governo contende i voti alla destra di Jobbik.
di Balázs Juhász - IL GRANDE NORD NELLA PROSPETTIVA EUROPEA
I paesi nordici sono stati spesso indicati come alternative politiche e sociali al comune modello europeo. Ma la rivalità tra di loro è sempre stata presente. Il tentativo di compensare la mancanza di cooperazione attraverso l’Ue e la ricerca in essa di nuovi alleati.
di Jon Bingen - IL MODELLO SVEDESE SCRICCHIOLA
L’afflusso di migranti mette a dura prova uno degli Stati sociali più generosi al mondo, evocando paure e istinti isolazionistici. L’economia tiene e, malgrado la crescita delle destre, il paese resta accogliente. Ma l’Europa delude e la socialdemocrazia arranca.
di Andrea Tarquini - FENOMENOLOGIA DEL RENZOCENTRISMO
La struttura di potere affermatasi con Matteo Renzi incarna la rivincita del ‘territorio’ su un centro esausto. Il ruolo di fondazioni e industriali. La Boschi e la generazione degli anni Ottanta. Nell’iperuranio del soft power troneggiano Draghi e Marchionne.
di Alessandro Aresu - LA GERMANIA DICE ‘EUROPA’ MA NE PENSA TANTE
L’offensiva di Renzi irrita i tedeschi, contrari a un allentamento della disciplina fiscale. Merkel ha sbagliato sui migranti, ma ciò non giustifica le accuse di egoismo mosse a Berlino. L’unica soluzione è un’Ue a più velocità.
di Heribert Dieter - SOLI E MALE ARMATI
Disimpegno americano, destinato ad accentuarsi, e crisi come quella libica obbligano l’Italia a rimodellare l’apparato militare per difendere i propri interessi. La Marina e l’Aeronautica sono pronte. Il problema è l’Esercito.
di Germano Dottori - COCA E CAPITALI, IL BINOMIO DELLA GLOBALIZZAZIONE MAFIOSA
L’impennata del consumo di stupefacenti nel mondo ricco ha consegnato alle mafie montagne di liquidità, il cui reinvestimento inquina finanza, politica ed economia. Il primato della ’ndrangheta nel Centro-Nord. La guerra alla droga made in Usa ha fallito.
di Isaia Sales - BANCHE E DEBITO, IL DIVORZIO INEVITABILE
Fino a pochi anni fa il sistema bancario italiano, insieme alle famiglie, assorbiva titoli di Stato in quantità industriale. La crisi ha fatto esplodere le sofferenze, mentre l’austerità ha reso impraticabili i salvataggi pubblici. Risultato? La fine di un’èra.
di Giorgio Arfaras - IL BRENNERO TORNA A DIVIDERE
Il ripristino della ‘gestione del confine’ da parte austriaca rischia di spaccare in due il Tirolo, affossando l’Euroregione e danneggiandone l’economia. La geografia dei controlli. Le ricadute politiche. Con i profughi finisce il mito dell’Alto Adige felix.
di Paolo Mantovan










