Il muro portante

Informazioni aggiuntive

Anno

2019.10

Dedicato alle conseguenze geopolitiche della caduta del Muro di Berlino.

https://www.limesonline.com/sommari-rivista/il-muro-portante

Molto meglio della guerra

  • MA QUALE CIA! A DEMOLIRE MURO E URSS CI PENSÒ GORBAČËV
    Fu una marcia leadership sovietica a tradire l’avventura socialista a Mosca e nell’Europa dell’Est. Anche nell’interesse americano. Le nostalgie di oggi tra orgogli e disinganni di ieri. Il saccheggio della DDR e le rivelazioni di Baker. Muri occidentali crescono.
    di Leonid N. Dobrokhotov
  • MARX È STATO SCONFITTO DALLA GEOPOLITICA
    Trent’anni fa, con il Muro cadeva il mito illuminista di una teoria della storia che la pratica del potere aveva volto in distopia. Le contraddizioni del marxismo. La natura imperiale dell’Urss. Gli Usa vinsero perché avevano tempo e seppero usarlo.
    di George Friedman
  • IL SENSO DI COLPA NON FA BENE ALLA BUNDESREPUBLIK
    La Germania post-hitleriana – Ovest prima, unita poi – ha un’identità costruita ‘per sottrazione’ sulla religione civile della colpa storica. Una nazione siffatta è insicura, propensa ai colpi di testa e inadatta al pensiero strategico. L’Ue ha un problema.
    di Thorsten Hinz
  • BERLINO DIVISA DAL NOVECENTO
    La parabola della città simbolo delle grandi dinamiche storico-geopolitiche che hanno segnato il secolo breve. La genesi del Muro. Il grande gioco di Est e Ovest. L’equilibrio nucleare si è costruito anche e soprattutto all’ombra della Porta di Brandeburgo.
    di Michael Stürmer
  • IL GRIDO INASCOLTATO DELL’EST
    Vista dalla Germania orientale, la riunificazione è stata un brutale processo di apertura a tappe forzate, con costi sociali altissimi e (ingenue) aspettative tradite. Il nodo economico. L’emorragia demografica. L’ex RDT come laboratorio del malessere europeo.
    di Ilko-Sascha Kowalczuk
  • IL SONNO DELLA GEOPOLITICA GENERA MOSTRI
    Il tabù geopolitico non è ancora del tutto superato nel nostro continente. La reticenza della Germania influisce sull’impotenza dell’Unione Europea. Il contrasto con le velleità della Francia. Se non scegliamo, altri lo fanno per noi.
    di Pierre-Emmanuel Thomann
  • LE ANIME DI STETTINO
    Con la fine del secondo conflitto mondiale la tedesca città sull’Oder diventa polacca. Un traumatico ‘risarcimento’ voluto da Stalin, anche per tenere Varsavia a distanza da Berlino. Le aperture del dopo Muro e la nuova cornice Ue, tra populismi e progetti transfrontalieri.
    di Laura Stanganini
  • LA PRIMA REPUBBLICA NON SI SCORDA MAI
    La fine della guerra fredda ha colto l’Italia non equipaggiata per il nuovo mondo. Il primo periodo post-bellico resta unico vanto della storia unitaria. Col diritto di averne nostalgia. I ‘giganti’ di allora. Possiamo però non rimanere spettatori del passato.
    di Alessandro Aresu
  • CIAMPI VOLLE L’EURO PER SALVARE L’UNITÀ D’ITALIA
    Non per europeismo, ma per patriottismo: lo statista italiano temeva la secessione del Nord se non fossimo entrati nella ‘moneta unica’. Per questo minacciò di far saltare il banco europeo. L’ipotesi di una moneta e di un’intesa franco-italiana. Gli scontri con la Germania.
    di Paolo Peluffo
  • FRAMMENTI EUROPEI: ATLANTE DEL DOPO-MURO
    La fine della guerra fredda apre nel Vecchio Continente una fase, tuttora in corso, di destabilizzazione e disintegrazione. E vi riporta la guerra: dalla Jugoslavia alla Georgia fino all’Ucraina. In quattro carte, ripercorriamo questo tragitto e osserviamo il formarsi di nuove intese.
    di Alberto de Sanctis, Fabrizio Maronta, Mauro De Bonis, Simone Benazzo
  • LA NUOVA CORTINA DI FERRO
    La linea di separazione fra la Nato e la Russia, ormai protetta solo da modesti cuscinetti, non è mai stata così vicina a Mosca. Non più barriera invalicabile, ma mobile recinto di contesa e possibile conflitto. I tre settori critici. Il caso baltico e quello bielorusso.
    di Federico Petroni
  • A chi serve la Fortezza Transnistria
    Appendice del numero di Limes 10/19, Il Muro portante.
    di Mirko Mussetti
  • LA LEADERSHIP AMERICANA IN EUROPA È IN PERICOLO
    Dal punto di vista statunitense, il continente scivola verso il neutralismo. Washington deve ridare all’Europa l’importanza che le spetta. E gli europei capiscano che l’Ue non è fine in sé, ma mezzo per contenere la Germania e unire l’Occidente.
    di Theodore R. Bromund
  • DELL’IMPOSSIBILITÀ DELLA NAZIONE EUROPEA
    I fautori degli Stati Uniti d’Europa dimenticano che nazioni e imperi non s’inventano a tavolino. La loro costruzione implica un forte tasso di violenza, quando non cruentissime guerre. Per imporre un gruppo sugli altri, da assimilare. I molti casi che confermano questa tesi.
    di Dario Fabbri
  • L’OMBRA DI UN SOGNO: PERCHÉ L’EUROPEISMO È ANTIEUROPEO
    L’ideologia europeista è in sé pericolosa per la pace e la democrazia nel nostro continente. Impossibile superare il sistema degli Stati nazionali per imporre un’unica sovranità. I veti tedeschi e le ingenuità francesi. L’Eurozona va smantellata con metodo.
    di John Florio
  • A EST DI BERLINO NON SI FIDANO PIÙ DI NOI TEDESCHI
    Lo strapotere economico non basta a rendere la Germania potenza benevola agli occhi dell’Europa orientale. Mercantilismo, unilateralismo e ostentata superiorità morale irritano e inquietano i quattro di Visegrád (e non solo). La lezione di Fulbright.
    di Heribert Dieter
  • LA RINASCITA DELLA NAZIONE TEDESCA
    L’AfD, sempre più forte nei Länder orientali, reclama per la Germania una forma convenzionale di identità nazionale, archiviata dopo la caduta del Reich. La rilettura dell’89. La Corte costituzionale dà una mano ai sovranisti?
    di Gian Enrico Rusconi
  • RITORNO NELLA BERLINO DIVISA
    Una passeggiata virtuale nella città bisecata dal Muro, attraverso i luoghi e i personaggi simbolo della stagione postbellica. Sulle tracce di un passato che in parte è ancora qui. Per un inventario delle cose perdute. Il caso Potsdamer Platz.
    di Tonia Mastrobuoni
  • L’AFD È SINTOMO, NON CAUSA DEL NAZIONALISMO TEDESCO
    L’Alternativa per la Germania, ormai diffusa in tutta la Bundesrepublik, indica una svolta geopolitica nelle élite tedesche. Le fonti della sua visione, da Bismarck a Stresemann e a Mohler. L’apertura alla Russia. L’orientamento verso l’interesse nazionale si diffonde persino a sinistra.
    di Luca Steinmann
  • CON LA FRANCIA IMPARIAMO DA CAVOUR
    L’Italia deve disinnescare la conflittualità con Parigi per bilanciare l’inflessibilità tedesca e contare di più in un’Europa filo-Usa. Occorre far leva sul nostro contributo nel Mediterraneo. Un’alleanza globale delle democrazie come antidoto al declino occidentale.
    di Carlo Pelanda
  • DA TOPOLINIA ALLA TERZA TRIESTE
    La parabola della città giuliana dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi. Le luci artificiali del Territorio Libero. I fiorenti secoli asburgici e i miraggi geopolitici dell’Italia sabauda e fascista. Autonomismi e fragili indipendentismi. Le finestre di opportunità.
    di Raoul Pupo
  • TRIESTE CITTÀ LIBERA. ASCESA E DECLINO DI UN’IDEA RIVOLUZIONARIA
    L’indipendentismo triestino affonda le radici nell’autonomia garantita dagli Asburgo. Le speranze del primo dopoguerra. Il Tlt e l’ambigua politica degli Alleati. Le mire jugoslave e il tramonto della triestinità. Come Roma ha italianizzato una città indefinibile.
    di Piero Purich
  • LE ORIGINI ESTERNE DELLA FRANTUMAZIONE JUGOSLAVA
    All’origine della dissoluzione della creatura di Tito ci furono anche le divisioni fra gli Stati europei. La fallita ‘politica dei criteri’, fondata sulle ambiguità del principio di autodeterminazione. Il ruolo della Germania e la coincidenza con il negoziato su Maastricht.
    di Stefano Bianchini
  • IL RISVEGLIO DEL PORTO DI TRIESTE FRA MITTELEUROPA E CINA
    Nelle nuove vie della seta l’ex perla dell’impero asburgico vede un’opportunità per tornare grande. Le mosse dell’Autorità di sistema portuale e le promesse di Roma. La concorrenza con Capodistria. La guerra dei dazi Usa-Cina plasmerà lo sviluppo dello scalo.
    di Diego D’Amelio
  • L’IRRIDUCIBILE ALTERITÀ DI TRIESTE
    Gli indipendentisti invocano lo sviluppo del porto franco stabilito dagli accordi del secondo dopoguerra. I fasti asburgici e il declino post-annessione. La Mitteleuropa come entroterra naturale. Il mito delle città Stato. Trieste è troppo internazionale per essere italiana.
    di Paolo Deganutti
  • UNO SCALO MITTELEUROPEO VISTO DA AUSTRIA E UNGHERIA
    Sbocco marittimo privilegiato dell’Ungheria sin dall’Ottocento, oggi la città rivaleggia con Capodistria – e in misura minore con Fiume – per diventare lo scalo principale della rediviva Mitteleuropa. I passi falsi della Slovenia. Il nuovo terminal triestino al servizio di Visegrád e l’avanzata del Pireo «cinese». Perché Italia e Austria devono giocare insieme.
    di Laris Gaiser e Fanni Tanács-Mandák
  • L’ITALIA SI È FERMATA A MUGGIA
    In Istria i nostri connazionali sono sempre meno. E mentre sbiadisce la memoria storica della presenza italiana, muta il concetto di appartenenza nazionale. Il Memorandum di Londra e la ‘cattività’ jugoslava. I nuovi istriani e l’Euroregione mancata.
    Simone Benazzo